STELLA

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By Luca Gorini

Mille sono le storie che questo fiume ha scritto e ancora oggi continua a ispirare, come mille sono i suoi tratti, i paleoalvei, le polle e le anse scavate nel corso dei secoli, i quali insieme intrecciano un arabesco di segni che fluisce dalle risorgive fin quasi alla Laguna. Sono storie che raccontano di un fiume mutevole e instabile, che ha disegnato il suo paesaggio come un pittore inquieto lascia strati di ripensamenti sulla propria tela, o il vomere di un aratro incide solchi su solchi attraverso le stagioni. 

Questo ci raccontano la barca, vecchia ormai di mille anni fa, dissotterrata presso l’argine di Precenicco, o l’antico ponte romano sulla via Annia che giace sommerso presso Palazzolo, o le centinaia di reperti che riemergono lungo l’alveo per mano degli esperti archeosub attivi sul fiume. L’inquietudine dello Stella si è persino accentuata con il tempo, sin da quando i Veneziani vi deviarono le acque del torrente Corno per proteggere la strada verso Palmanova dalle piene di quest’ultimo: un intervento che ha alterato il regime idraulico naturale del fiume, accentuandone il comportamento torrentizio. Così nel tempo lo Stella ha dato vita a un mondo tutto suo, fatto di vaste zone boscose e golene e fiumi, rogge e canali che vi si immettono da entrambi i versanti; come il Torsa, lungo il quale la sezione locale degli Alpini ha realizzato un percorso ricreativo, che costituisce un vero e proprio affaccio sul fiume.

Questo ecosistema fluviale reclama per sé uno spazio vitale ampio, tanto che l’opera di arginatura vera e propria, conclusa solo negli anni ’70, si sviluppa a bordo fiume solo a sud di Precenicco, mentre a nord si mantiene distante, cosicché al suo interno esso è libero di evolversi, e di arricchire la propria trama con nuove storie. Anche il passato sembra aver assecondato questo carattere fantasioso, quando il trattato di Worms del 1531 suddivise il fiume in un mosaico di possedimenti divisi tra Venezia e Austria, il che impedì lo sviluppo di una funzione commerciale. Il risultato di questi fattori è che, ancora oggi, lo Stella viene considerato il fiume di risorgiva più prossimo allo stato naturale di tutto il Friuli; testimone di questa naturalità è anche il sistema deltizio che il fiume ha costruito da tempi remoti al suo sbocco in Laguna, dando forma a un “delta lagunare” che è una rarità a livello mondiale.

«Il fiume Stella è sempre stato “il fiume”; è rimasto come era anni fa, la sua caratteristica principale è proprio la sua naturalità completa. In passato l’acqua era così pulita, che si poteva bere.» 

Certo il presente è entrato con forza anche in questo contesto: il processo di industrializzazione che a partire dal dopoguerra ha investito il comparto agricolo e dell’allevamento (anche quello ittico) hanno determinato un impatto pesante sulla qualità delle acque del fiume, che ancora non si è trovato il modo di risolvere; di conseguenza, anche la ricchezza e la varietà della fauna ittica sono state colpite, come lamentano con nostalgia i pescatori del posto.

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