FOCE DEL FIUME STELLA

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By Luca Gorini

La foce dello Stella, dove le acque dolci del fiume si incontrano con quelle salmastre della laguna, costituisce un sistema che trova pochi paragoni nel mondo e che oggi è diventato il segno più evidente del sottilissimo equilibrio su cui si gioca la conservazione della laguna intera. A volte chiamata impropriamente “Delta dello Stella”, questa struttura costituisce in realtà un prolungamento del corso del fiume, che si addentra per alcuni chilometri all’interno della laguna. La sua genesi è strettamente legata a quella della laguna, la cui formazione si attesta intorno a 7.000 anni fa, quando essa occupava circa la metà della sua estensione, e allora il fiume Stella continuava a serpeggiare con il suo tipico andamento meandriforme sulla terra ferma, prima di sfociare in mare. Quando la laguna continuò progressivamente ad espandersi, sino a raggiungere la sua dimensione attuale, questo tratto d’alveo in qualche modo riuscì a sopravvivere, trasformandosi in un serpeggiare di barene ricoperte di canne e tamerici, le quali protessero gli antichi meandri finali del fiume. 

La foce dello Stella costituisce un luogo di enorme biodiversità; un paradiso appartato vociante di uccelli, dove gli abitanti di Marano si recavano a pescare dimorando nei loro Casoni immersi tra i canneti dei meandri. Oggi la pesca qui non è più praticata come un tempo (come invece ancora avviene lungo la foce del Cormôr): i Casoneri di oggi l’hanno eletta a propria meta preferita per trascorrervi il tempo libero con gli amici; alcuni Casoni svolgono anche un ruolo didattico, e sono approdo dei turisti portati da Marano alla scoperta di questo ambiente. Inoltre, tutta la zona è meta prediletta di escursioni in barca o kayak anche da parte degli abitanti del territorio, che qui si recano volentieri dagli approdi sullo Stella (da Palazzolo o Precenicco) per godere di questi spazi naturali senza tempo. 

L’intera foce è un’area protetta sin dal 1976: prima come Oasi del WWF (una delle prime a livello nazionale) e poi, a partire dal 1996, come Riserva Naturale Regionale. La Riserva è estesa per ben 1.377 ettari, ed è gestita dal comune di Marano Lagunare; è visitabile, accompagnati da guide naturalistiche, attraverso i servizi di motonave turistica. Un tempo il Comune di Marano organizzava anche visite guidate che duravano un’intera giornata, permettendo così di visitare in compagnia di un esperto tutti i luoghi significativi del territorio: al mattino la Riserva Valli Canal Novo, dove è stato realizzato un centro visite didattico, quindi il centro di Marano e il Museo Archeologico, e infine, con la barca, la zona dei Casoni. Recentemente, l’accessibilità alla foce dello Stella via barca o motonave è resa sempre più difficoltosa a causa del progressivo interrimento dei canali; questo fenomeno, in parte naturale e in parte dovuto all’uomo, è aggravato dalla mancata effettuazione dei dragaggi e dalla ridotta portata di questo ramo antico del fiume, visto che oggi lo Stella sfocia in laguna direttamente dal canale denominato “Verto Grande”. Questo varco nel corso del fiume, che di fatto ha “tagliato via” l’antica foce, venne aperto da uno storico evento di piena a metà del 1800, e fu poi successivamente ampliato in occasione delle opere di Bonifica di inizio Novecento, anche per favorire la navigazione e l’attività diportistica, in particolare del Porto di Precenicco.

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