ISOLA DI BIONI

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By Luca Gorini

L’antica isola di Bioni (in realtà formata da due isolette, anche dette “i Biùni”) giace ormai sommersa dalle acque della Laguna; tuttavia, questo luogo è ancora ben ricordato dai residenti come uno dei più famosi “paesi fantasma” della Laguna di Marano. Si trova a sud-ovest di Marano Lagunare, in corrispondenza dell’attuale foce del Cormôr. Nel corso del Novecento le isolette sono state per lungo tempo visitate dai residenti, spinti dal desiderio di scoprire un presunto “tesoro” in seguito agli importanti ritrovamenti archeologici avvenuti nel 1911: si narra infatti che lungo il canale dei Bioni si potessero ben distinguere, quasi toccare, candide colonne, capitelli e gradini in pietra d’Istria, forse appartenuti a una villa nobiliare o a un porto; questo luogo, infatti, fu un importante centro abitato e portuale, noto come Bibiones, e attivo dalla prima età imperiale fino alla tarda età romana. L’isola continuò ad essere frequentata per tutto il periodo medioevale, e ancora nel 1516 era attestata in quel punto un’attività cantieristica, dove si realizzavano i “burchi” per Venezia.

Bioni non è l’unico sito archeologico della laguna: le tracce degli antichi insediamenti romani affiorano ancora oggi, qua e là, su velme o antiche isole, sottoforma di pietre affioranti, mosaici, o di oggetti come anfore e vasellame. I toponimi di alcune zone della laguna ne sono un chiaro riferimento: Piere d’Isela, Piere del Ficariol, Piere del Tribel…

 

Foto: Museo Archeologico della Laguna di Marano

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