LITORANEA VENETA

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By Luca Gorini

Questo canale artificiale lungo ben 127 chilometri, di cui 68,5 sono in Veneto e 58,5 in Friuli Venezia Giulia, ancora oggi collega la Laguna di Venezia con la foce dell’Isonzo, attraversando ambiti molto suggestivi e di interesse storico-ambientale. 

La navigazione endo-lagunare in questo territorio era utilizzata già in epoca romana, ed è poi stata sviluppata dalla Serenissima a cui si deve gran parte dell’attuale tracciato. La Litoranea era ancora perfettamente in funzione fino al secolo scorso, soprattutto per il trasporto di merci, ma negli ultimi decenni è andata in disuso, anche per l’assenza di manutenzione e dei dragaggi, tanto che è ormai poco conosciuta dai residenti, nonostante rappresenti una grandissima potenzialità per lo sviluppo di un turismo “lento”, come avviene già su numerosi fiumi e canali navigabili europei.

Nel tratto che attraversa la Laguna di Marano, la Litoranea coincide con i principali canali navigabili lagunari, mentre all’imbocco del Canale Bevazzana la Litoranea riprende il suo corso come via di navigazione interna, segnando il confine tra Lignano Sabbiadoro e Latisana. Il suo percorso attraversa quindi il fiume Tagliamento, che risulta in tal modo collegato alla laguna da un sistema di Porte Vinciane, che permettono di separare i due bacini d’acqua (la differenza del livello medio è di circa un metro) e di proteggere la laguna dalle piene del fiume.

 

Nella foto storica: Naviglio nel Canale di Bevazzana. Foto Associazione La Bassa, Latisana

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