VALLI DA PESCA

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By Luca Gorini

Le valli da pesca rappresentano una particolarità degli ambiti lagunari.  Esse sono infatti porzioni arginate di laguna, dotate di chiuse regolabili che permettono alle acque lagunari di allagare, in maniera controllata, l’interno della valle. I pesci più piccoli, che tipicamente vivono nei canneti e lungo i margini lagunari, sono quindi indotti a entrare nelle valli seguendo la marea, attratti dalle acque calde e basse delle valli; per poter entrare, essi debbono passare attraverso una griglia posta all’imbocco delle chiuse di accesso, e una volta dentro, iniziano a crescere di dimensione grazie all’abbondanza di cibo presente nelle valli (sia per le specie erbivore che si nutrono di alghe, come i cefali, che per quelle carnivore, che si nutrono di vermi, molluschi, o di pesci più piccoli, come orate e branzini). Crescendo, gli avannotti non riescono più ad uscire dalla griglia di ingresso, e restano quindi intrappolati nella valle, dove divengono adulti, per poi essere facilmente pescati. Tradizionalmente, le spine di terra che conformano la tipica geometria “a pettine” delle valli da pesca, erano coltivate: ad esempio per piantumare vigneti o alberi da frutto. Per questa ragione, le valli sono viste sia come parte della laguna, che del territorio agricolo: rappresentano un paesaggio ibrido, capace di produzioni di altissima qualità, sia dal punto di vista ittico che agricolo, dato che le componenti saline nel terreno e la brezza marina donano una particolare sapidità ai frutti qui coltivati. Purtroppo oggi la concorrenza sul mercato degli allevamenti intensivi in mare, che richiedono meno investimenti e si avvalgono di una maggiore industrializzazione, sta mettendo a dura prova questo settore tradizionale. Un’altra difficoltà è rappresentata dai cambiamenti climatici, che stanno sempre più impoverendo la presenza di pesci in laguna. Per questi motivi, alcuni gestori delle valli hanno deciso di abbinare l’attività di allevamento con l’ospitalità turistica, mentre altri si sono specializzati nella produzione vitivinicola; altri ancora stanno sperimentando nuove modalità di allevamento ittico estensivo,  secondo criteri di qualità elevata, e gestendo l’avannotteria direttamente in-situ. Altre valli, infine, sono state abbandonate, ed oggi sono riserve naturali, come la Valle Canal Novo e le Valli Grotari e Vulcan.

Sia a Marano che a Carlino vi sono percorsi lungo gli argini lagunari che permettono di raggiugere le valli da pesca, e di immergersi nel loro particolare paesaggio, giocato sull’alternanza tra canali d’acqua e lembi di terra; sono percorsi ancora poco conosciuti anche dagli stessi abitanti. Inoltre, negli ultimi anni alcune valli propongono anche visite guidate.

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